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Ven02222019

Last updateLun, 27 Feb 2017 8pm

Cambiamenti climatici, anche l’orso Francesco in tilt: si è già svegliato dal letargo

Cambiamenti climatici, anche l’orso Francesco in tilt: si è già svegliato dal letargo

Udine - Si è svegliato in anticipo dal letargo l’orso Francesco, monitorato con un collare dal 28 maggio dello scorso anno dal team di studiosi dell’Università di Udine - Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali, guidato dal dr. Stefano Filacorda.

A darne notizia è lo stesso docente, sulle pagine del quotidiano “Il Messaggero Veneto” di Udine.

L’esemplare nel 2014 aveva imperversato nella zona di Asiago, dove era stato rinominato Genè o "il biondo” ed aveva provocato danni agli allevatori; a inizio estate 2015, era giunto in Carnia, nella zona di Preone, Verzegnis e Socchieve.

Il plantigrado si è risvegliato da un letargo durato appena un mese e mezzo. Si era ritirato in una tana il 31 dicembre scorso e ne è uscito a metà febbraio, come hanno rilevato i ricercatori.

La causa dell’interruzione del sonno invernale è stata attribuita al caldo anomalo registrato a fine gennaio, che ha fatto sciogliere la neve.

“In questo momento - si legge sul “Messaggero Veneto” i ricercatori dell’ateneo friulano non sono in grado di dire se e quali conseguenze provocherà il letargo breve nei comportamenti di Francesco”. Si tratta di un fatto eccezionale perché, come spiega Filacorda «l’orso va in letargo a fine novembre agli inizi di marzo».

Il radiocollare di cui è munito l’orso Francesco permetterà ai ricercatori di capire come si comporterà per nutrirsi tra febbraio e marzo, in relazione ai mutamenti climatici in atto.

 

Ferriera di Trieste, il TAR del FVG rigetta la richiesta di sospensiva proposta dal Comune

Ferriera di Trieste, il TAR del FVG rigetta la richiesta di sospensiva proposta dal Comune

Trieste - Il Tribunale amministrativo regionale del Friuli Venezia Giulia ha comunicato mercoledì 8 febbraio il rigetto dell'istanza di sospensiva proposta dal Comune di Trieste.

Veniva contestato dal Comune il decreto regionale n. 2955/16, con cui il competente servizio della Direzione Centrale Ambiente aveva accertato il completamento da parte di Siderurgica Triestina srl di una serie di adempimenti prescritti dall'Autorizzazione integrata ambientale (Aia).

Quello impugnato era l'atto dello scorso 22 dicembre, che la Direzione Ambiente aveva adottato in ottemperanza all'ordinanza Tar n. 567/16 resa nell'ambito del precedente giudizio promosso da Siderurgica Triestina contro la diffida del Comune di Trieste, intesa a limitare la produzione di ghisa alla misura di 34.000 tonnellate al mese, proprio sul presupposto che non risultava ancora concluso il procedimento di accertamento dell'avvenuta conclusione degli interventi prescritti dal citato decreto Aia.

Dalla Regione viene evidenziato come il Tar, nell'ordinanza, abbia rilevato la mancanza, allo stato, di un'apprezzabile fondatezza (fumus boni iuris) del ricorso del Comune, non essendo stati nemmeno contestati gli interventi strutturali all'altoforno.

Sempre nell'ordinanza viene inoltre affermato come i prospettati rischi per la salute pubblica risultino smentiti dalle rilevazioni effettuate dall'Arpa.

Il Comune è stato altresì condannato alla rifusione delle spese a favore di Regione e Siderurgica.

Arpa FVG: attesi venti da Sud Est e pioggia, nel fine settimana aria meno inquinata

Arpa FVG: attesi venti da Sud Est e pioggia, nel fine settimana aria meno inquinata

FVG - Nel corso del prossimo fine settimana l'episodio di inquinamento atmosferico che ha interessato il Friuli Venezia Giulia e che ha causato un innalzamento delle polveri sottili potrà ritenersi concluso per il deciso mutamento delle condizioni meteo.

Lo segnala l'Agenzia regionale per l'ambiente (Arpa), che precisa, inoltre, le particolarità di questo episodio di inquinamento accaduto tra fine gennaio e inizio febbraio.

A partire dal 27 gennaio il Friuli Venezia Giulia è stato, infatti, interessato da un aumento considerevole delle concentrazioni di polveri sottili, che hanno raggiunto livelli abbondantemente superiori ai limiti giornalieri.

Già il 1° febbraio i livelli di PM10 sono rientrati nella norma su buona parte della regione ad esclusione del Pordenonese, in particolare nei pressi del confine con il Veneto.

Il problema dovrebbe risolversi in seguito al rimescolamento delle masse d'aria causato dall'ingresso di venti da Sud-Est che già venerdì 3 febbraio porteranno anche qualche pioggia.

L'episodio di questi ultimi giorni è stato caratterizzato soprattutto da valori molto elevati nella frazione più fina del particolato atmosferico, ovvero le PM 2.5. Su tutta la regione, infatti, circa l'85% delle polveri presentavano un diametro inferiore ai 2,5 millesimi di millimetro, a fronte del 60-70% normalmente osservato.

Le cause di questi superamenti, che hanno interessato non solo il Friuli Venezia Giulia ma tutto il bacino padano, sono molteplici e non tutte ancora comprese appieno.

Nelle formazione del particolato un ruolo è stato giocato dall'elevata umidità dell'atmosfera in prossimità del suolo, che ha favorito la formazione del particolato secondario (ossidi di zolfo, azoto e ammoniaca).

Un ruolo molto importante, segnala Arpa, può essere stato giocato anche dalle emissioni di ammoniaca originatesi a seguito della fertilizzazione dei terreni agricoli.
 

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Direttore: Maurizio Pertegato
Capo redattore: Tiziana Melloni
Redazione di Trieste: Serenella Dorigo
Redazione di Udine: Fabiana Dallavalle

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