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Last updateLun, 27 Feb 2017 8pm

“Il gioco del rispetto” ritirato dalle scuole di Trieste: le ragioni a favore e contro

“Il gioco del rispetto” ritirato dalle scuole di Trieste: le ragioni a favore e contro

Trieste - “I bambini sono sacri, devono poter giocare liberamente ed avere garantita un’infanzia serena”. Così il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza ha commentato la decisione all’unanimità della Giunta comunale che, nella riunione di oggi (lunedì 18 luglio), ha deliberato la cessazione con effetto immediato del progetto “Pari o dispari? Il gioco del rispetto” ed il ritiro dalle scuole di tutti e 30 kit presenti.

La delibera, illustrata in Giunta dagli assessori all'Educazione Angela Brandi e alle Pari Opportunità Serena Tonel, va così a dare attuazione ad un punto del programma dell’amministrazione di centrodestra, guidata dal sindaco Roberto Dipiazza.

“Oltre alle numerose proteste per questa sperimentazione, arrivate da parte di tanti genitori che hanno fortemente contestato sia l’opportunità che il metodo, questo progetto sperimentale -hanno precisato Brandi e Tonel - è costato oltre 8 mila euro e su un totale di 29 scuole appena cinque lo hanno attivato”.

Il progetto era stato promosso dalla Giunta Cosolini.

Da parte sua la ex vicesindaca ed attuale capogruppo del PD in Consiglio comunale Fabiana Martini, in un post su Facebook scrive che “Quello che di questa proposta abbiamo sempre ritenuto importante non è il kit o le proposte di attività, ma gli obiettivi educativi, obiettivi perseguiti in primo luogo attraverso la formazione di 70 educatrici ed educatori, chiamati a veicolare una sensibilità prima che a proporre un’attività, sensibilità che si nutre di atteggiamenti educativi e di cultura”.

“Si tratta - scrive ancora Martini - di obiettivi previsti dal comma 16 della Legge 107, la così detta "buona scuola", e compresi anche nel Piano Triennale dell'Offerta Formativa delle scuole dell’infanzia del Comune di Trieste. Come ha ribadito recentemente il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone, è un “insegnamento trasversale che altro non è che educazione alle pari opportunità e alla lotta alle discriminazioni, tutte, a partire da quella di genere. Anche come forma di prevenzione della violenza: contro il sessismo, l'omofobia, l'intolleranza per le differenze. In nome di un rispetto per la persona dovuto a tutti e che va ribadito e praticato a scuola fin da piccoli”.

“Si è detto che si sarebbe cancellato il Gioco del Rispetto, perchè molte famiglie non lo volevano - ha rimarcato la capogruppo - mi permetto di ricordare che l’80% dei genitori interpellati ha detto sì: come faranno il Sindaco e la Giunta, chiamati a rappresentare tutti e non solo quelli che li hanno eletti, a garantire le famiglie che questo percorso educativo lo desiderano? Una scuola pubblica può essere una scuola on demand?”

Fabiana Martini ha poi ribadito la sua disponibilità a spiegare e a far vedere il Gioco del Rispetto, “per superare una volta per tutte le falsità e la mistificazione che l’hanno accompagnato: non è mai troppo tardi per un esercizio di onestà intellettuale”.

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